Dal pianeta Banksy #2: le bambine con i palloncini che volano oltre i muri

Banksy, universalmente riconosciuto come il principale esponente dell’Art Activism, dovrebbe rispondere al secolo come Robert Banks.  Tra i suoi estimatori  Angelina Jolie e Brad Pitt, Christina Aguilera , Jude Law, e tanti altri.  Dopo essersi distinto dalle strade, ha iniziato a esporre al museo di Bristol, al Metropolitan, al Louvre, alla Tate Gallery e in moltissimi musei del mondo. Anche se è dalla strada e dai muri che prende vita la sua arte.

E lui, il «ragazzo terribile» che già a 14 anni gridava sui muri il suo «non ci sto».

Il suo colpo da maestro lo  mette a segno quando recatosi a Gaza, ha dipinto graffiti sul  muro che divide i territori palestinesi da quelli israeliani. Le opere di Banksy mostrano  paesaggi tropicali, bambini che giocano e bambine che, appese a palloncini, volano oltre il muro. Questa rappresenta  il significato intrinseco dei suoi lavori: volare oltre i “muri”, far emergere dal grigio cemento delle metropoli la voglia di luce, di giustizia.  L’artista aspira a trasformare il Muro di Gaza in una vera e propria galleria d’arte. Perfetta per chi come lui ha appeso clandestinamente le sue opere alla Tate Gallery, al British Museum o al Louvre, ricercato in tutta l’Inghilterra e ribattezzato «il terrorista dell’arte».

Nonostante Banksy e la mobilitazione mondiale con «Stop the wall» – «Ferma il muro» – e la condanna del luglio 2004 dell’Alta Corte di giustizia dell’Aja, i lavori, voluti dalle autorità israeliane e iniziati nel 2002, hanno portato all’ultimazione del muro.

«Alla mia vista, i soldati israeliani hanno sparato in aria colpi di avvertimento e subito mi son trovato con i fucili puntati contro», raccontasul suo sito, www.banksy.co.uk. «Un vecchio palestinese – ricorda – mi fa i complimenti per il graffito. Lo ringrazio e per tutta risposta mi fa: Vattene a casa tua. Non vogliamo un muro bello. Noi lo odiamo».

 

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Anarchico e sognatore, Banksy è tra i più influenti comunicatori dei nostri tempi. La sua modernità nell’ espressione artistica ed i vecchi principi anti-global ai quali si ispira lo rendono un messaggero molto accattivante. La sua popolarità e le sue convinzioni pacifiste lo portano a disegnare la copertina di un album dei Blur.

A  trent’anni è uno dei più celebri artisti.  Londra è piena dei suoi graffiti che stimati da importanti critici d’arte, valgono cifre da capogiro. Uno dei suoi più famosi murales, valutato oltre 400 mila euro, (che rappresentava una scena del celeberrimo film di Quentin Tarantino “Pulp Fiction”) è stato cancellato dalla squadra anti graffiti del municipio londinese, innescando un enorme dibattito.

Su SpazioAdesivi.it alcuni wall sticker ispirati al genio artistico inglese: